Durante la mia quotidiana consultazione delle notizie in internet, ne ho trovate due particolarmente interessanti, anche se si tratta perlopiù di idee non ancora pienamente realizzabili. La prima notizia riguarda studi portati avanti da biologi e geochimici per creare piccole “batterie organiche” a batteri, in grado di alimentare svariati micro dispositivi. La seconda notizia riguarda invece un esperimento compiuto su topi per ridare parzialmente la vista agli animali che l’avevano perduta in seguito ad un danno cerebrale, tutto questo grazie all’impiego di nanotecnologie. Potete seguire i link agli articoli per saperne di più: fuel-cell a batteri e nanotecnologie curative.
Micro-mondi e innovazione
Bullet Time - L’uomo e il tempo
Per ognuno di voi il tempo ogni giorno gioca un ruolo fondamentale. Ma esso è qualcosa che “procede” indipendentemente da noi oppure c’è qualcosa di più? Ricerche (attuali e non) sembrerebbero dimostrare che la nostra mente è effettivamente in grado di definire una propria “concezione temporale” che è legata all’individuo e non allo “scorrere del mondo circostante”.
Nel 1962 Michel Siffre, mentre studiava il movimento dei ghiacciai dall’interno di una grotta, ha deciso di compiere un altro esperimento: lasciare a casa l’orologio e vivere semplicemente seguendo i propri bioritmi, senza essere influenzato quindi dallo scorrere del giorno e della notte. L’esperimento è andato avanti per due mesi, alla fine dei quali si è scoperto che, pur avendo perso qualsiasi senso del tempo “normale”, il suo corpo aveva comunque mantenuto un ritmo interno (rispetto alle funzioni biologiche) di circa 24 ore. Si è poi scoperto che questi ritmi sono determinati dall’attività di una ghiandola (nucleo soprachiasmatico), la quale impartisce “il ritmo” al resto del corpo tramite ormoni e input nervosi.
Tuttavia questa non è l’unica esperienza temporale che abbiamo. Read it all..
Moore’s law - La legge di Moore
Chiunque abbia avuto a che fare con lo studio dell’elettronica saprà sicuramente di che cosa sto parlando. Per gli altri, vi basti sapere che la Legge di Moore è una considerazione “empirica” elaborata da Gordon Moore (un ricercatore della Intel) nel 1965: essa afferma che le prestazioni dei processori raddoppiano circa ogni 12 mesi. Questa proprietà è direttamente correlata con la densità di transistor presenti sul chip (più ce ne sono, più potenza di calcolo abbiamo a disposizione: Moore ha stimato che questa densità raddoppiava all’incirca ogni due anni). Robe dell’altro mondo insomma, di certo non è possibile chiamare il vostro elettricista di fiducia per fare questi collegamenti!
Negli ultimi tempi sembrava che la Legge di Moore non fosse più valida. I processi produttivi infatti sembravano essersi bloccati su miniaturizzazioni molto spinte, tali da non poter più essere ulteriormente ridotte in modo efficiente e conveniente. Leggendo invece questa notizia pare che alla IBM siano riusciti a trovare il modo per “tenere il ritmo della legge di Moore”: si parla di un nuovo processo produttivo per creare semiconduttori con contatti di circa 30 nanometri (un terzo di quelli attuali). Per i dettagli tecnologici vi rimando all’articolo linkato sopra, è veramente una sfida titanica! Vi basti sapere che per tutto questo si usano tecniche foto-litografiche con laser avanzati in grado di “disegnare” collegamenti più sottili della lunghezza d’onda della luce visibile!
Lo spazio parla giapponese?
Sembrerebbe di si, a sentire le ultime notizie. Da una parte abbiamo il secondo lancio di un razzo giapponese (con satellite annesso) nel giro di poco meno di un meseun mese. Dall’altro lato abbiamo il direttore della NASA (Michael Griffin) che sta lamentando il forte gap che ormai si è creato rispetto alle altre agenzie spaziali, specie per quanto riguarda il dopo-Shuttle. E’difficile infatti prevedere quando gli astronauti USA saranno di nuovo pienamente in grado di entrare in orbita.
Il razzo giapponese H-2A è stato lanciato sabato dal Tanegashima Space Center e ha portato in orbita un satellite della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) adibito al controllo del traffico aereo e alla meteorologia. La JAXA aveva già fatto notizia in Novembre, quando era stata diffusa la notizia che una loro sonda automatizzata aveva raccolto campioni da un asteroide a più di trecento milioni di kilometri dalla terra (anche se in seguito si è saputo che probabilmente questo tentativo è fallito).
Dall’altro lato, la NASA si lamenta della mancanza di interesse (e di fondi) da destinare al programma spaziale americano. Dopo la tragedia dello Shuttle Columbia, si è infatti deciso di ritirare dal servizio gli Shuttle entro il 2010. Il problema è che il veicolo sostitutivo non verrà introdotto fino al 2014. In tutto questo tempo, gli USA rischiano di perdere la leadership in questo campo, nonchè tutto il know-how fin qui acquisito sia in campo tecnologico, sia dal punto di vista dell’addestramento del personale.
Insomma, tempi duri per la colonizzazione di Marte …


