La guerra spesso è scoppiata senza preavviso. Spesso, pur annunciata da indizi e chiari segnali, non fu comunque ritenuta imminente nè diede adito ad accurati preparativi. E’questo lo stato in cui si trovava l’URSS alla vigilia dell’Operazione Barbarossa (durante la Seconda Guerra Mondiale) quando fu invasa repentinamente dalle forze tedesche e si trovò paralizzata sotto i potenti colpi di maglio inferti dai nazisti. L’Esercito Rosso era ammassato staticamente sul confine, bloccato nelle reazioni da severe direttive staliniane che imponevano di non provocare la Germania anche di fronte ad atteggiamenti offensivi. Così, quando fu il momento, l’intero paese (e la leadership che lo guidava) rimase immobilizzato e per un lungo periodo sia le forze militari, sia la popolazione rimasero allo sbando. Read it all..
L’angolo della storia – Punti di vista
E’da un po’che trascuro l’appuntamento con l’angolo storico. Ho recentemente terminato un libro molto interessante “I Generali di Stalin” di Seweryn Bialer. Esso ricostruisce i rapporti che intercorsero tra Stalin e i suoi capi militari, dal periodo delle Grandi purghe nel 1938 fino alla presa di Berlino nel 1945. Commentate da Bialer, si possono apprezzare le memorie di molti importanti capi sovietici (sia militari, come Zhukov, Konev che civili come ad esempio il progettista Jakovlev). Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1969 (l’autore era fuoriuscito dal blocco sovietico nel 1956 ed emigrato in america), vuole gettar luce su molti aspetti dell’operato di Stalin in qualità di capo supremo delle forze militari sovietiche durante la guerra. Un’impresa ardua: se da una parte (dopo la fine della guerra) si assistette ad una vera e propria glorificazione del dittatore fino alla sua morte, dall’altra la destalinizzazione operata da Kruscev tese non solo a demolire il culto della personalità di Stalin, ma anche a demonizzarne totalmente l’operato in qualità di supremo comandante in capo.
Voglio quindi proporre due brevi brani tratti dal libro, che mostrano (anche in modo ironico) come uno stesso fatto potesse venir trattato in modi ben diversi a seconda del periodo in cui furono scritte le testimonianze. Read it all..


