Se prima ero un ciclista a metà, nel senso che l’immancabile incontro con un professionista (ovvero con uno di quelli bardati, non chiedetemi le differenze tra pro, semipro, amatori e vari eventuali perchè non le so) nella corsia opposta era causa di ilarità e sconcerto per la mia tenuta alquanto variegata, da oggi nessuno potrà dirmi più nulla perchè sono finalmente asceso nell’empireo dei “ciclisti seri” (da strada ovviamente, i mountain bikers sono collocati nello stessa classe dei neofiti con le rotelle), dopo aver finalmente acquistato:
- Nr.1 paio di scarpe tecniche con attacchi (i pedali appositi già li avevo da un anno)
- Nr.1 casco aerodinamico di protezione
- Nr.1 pompa con manometro che mi permette di preparare al meglio le ruote a seconda dell’asfalto (l’importante è crederci)
Ovviamente, ieri che ero chiuso in laboratorio a concepire innovazione c’era un sole che spaccava i sassi, mentre oggi che ho fatto gli acquisti non ha smesso di piovere un secondo, e non potrò deliziare i miei concittadini cadendo come un pirla a un semaforo dopo una prevedibile crisi di panico, essermi dimenticato di avere gli attacchi e non più le scarpe normali da ginnastica. Peccato.



Carolina Kostner chiude la sua Olimpiade al nono posto. Anche ieri qualche difficoltà per la pattinatrice, eretta a simbolo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, che si è esibita nel libero sulle note dell’ “Inverno” (tratto da “Le Quattro Stagioni” di Vivaldi) . Secondo me ha pagato le forti pressioni ricevute in questi giorni e nel periodo precedente. Sono sicuro che avrà occasione di dimostrare appieno le sue capacità sul ghiaccio. Tuttavia è esemplare la maturità dimostrata nell’intervista post-esibizione : «È andata così, ma per me resta una grandissima esperienza che auguro di vivere a tutti i bambini e le bambine che fanno sport. Io mi sono divertita e, anche se il divertimento non è tutto nella vita di un’atleta, sono abbastanza soddisfatta della mia settimana: ce l’ho messa tutta e continuerò a farlo, prima o poi riuscirò a dimostrare tutto quello che so fare» … «Prendo quello che è successo come un’esperienza che mi ha aiutato a crescere dal punto di vista psicologico. Adesso vado a casa, mi riposo un po’ e poi riprendo ad allenarmi: a marzo ci sono già i Mondiali». Grande, tiferemo tutti per te. Per onor di cronaca, la gara è stata vinta dalla sedicenne giapponese Shizuka Arakawa; l’argento è andato alla statiunitense Sasha Cohen, il bronzo alla russa Irina Slutskaya. Potete rivedere le esibizioni e l’intervista ai link qui sotto:
Nella foto qui a sinistra potete vedere la cerimonia di accensione della fiaccola olimpica alle Olimpiadi di Torino 2006. Esagerato? A quanto pare non siamo molto lontani dalla realtà: per alimentare il braciere disegnato da Pininfarina (il più grande mai creato) si è stimato infatti un consumo di circa 8.000 metri cubi di gas all’ora, per un totale di circa tre milioni di metri cubi per tutta la durata dell’evento. La CO2 immessa nell’atmosfera, con questo consumo, sarebbe pari a 5500 tonnellate. Questa quantità di gas rappresenta i consumi medi di circa 3000 famiglie per un anno.
A quanto pare le Olimpiadi di Torino 2006 sono finite sotto i riflettori per un possibile attacco informatico subito dai sistemi informatici del Toroc. Il colpevole pare essere un manutentore del sistema, anche se le finalità dell’azione non sono ancora state chiarite. Come riporta 

