Alcune invenzioni strane del 2006
Riprendendo l'articolo presente su NewsScientist, ecco a voi una lista delle invenzioni più sorprendenti del 2006. Fa riflettere che le prime quattro riportate siano relative alle armi. La quarta poi (quella del CD antiterrorismo) è totalmente strampalata. Ma ne parliamo dopo:
- I proiettili protetti da password: per sparare, un proiettile così fatto dovrebbe ricevere un impulso radio ad alta frequenza corrispondente a quello inviato dall'arma da fuoco del proprietario. Non potendo eliminare le armi, cerchiamo di restringerne il "campo d'applicazione". Sicuramente una protezione aggirabile, ma non da chiunque quindi è già qualcosa.
- La pistola che chiama i rinforzi: se il poliziotto fa fuoco con la sua arma, viene stabilita la sua posizione tramite GPS e poi viene inviato un messaggio radio alla centrale che notifica l'uso dell'arma. Un modo per velocizzare i tempi di reazione delle forze dell'ordine?
- Arma a microonde: non avendo niente di meglio da fare, due inventori sostengono di poter creare un'arma a microonde utilizzando i magnetroni dei comuni forni da cucina, e direzionandone in modo coerente i raggi.
- CD-Rom anti-terrorismo biologico: prendi un CD, lo ricopri con un film chimico che si modifica in presenza di un determinato agente biologico (come un virus). Se il pericolosissimo virus è nell'aria, il film si deteriora e il CD risulta corrotto, così il PC può dare l'allarme.
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De liberis fontibus natura – Considerazioni sull’Open Source
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Mi scuseranno i latinisti per lo scempio del titolo In realtà il titolo è stato corretto da DFC, il mio era "De fontis manifestis" (na cazzata). Sono andato a memoria, in più ho tradotto letteralmente il termine OpenSource. Sono abbastanza sicuro del fontis (genitivo, giusto), un po' meno del manifestis (manifestæ ?) ma vabbè. Del resto le ultime versioni le ho fatte ben più di un lustro fa. Mi scuserà anche DFC per aver scimiottato un suo ultimo titolo, del resto però questo post è frutto delle diatribe avute proprio a casa sua quindi in qualche modo bisognava ricollegarsi. Per riassumere, tutto nasceva da un suo post a commento di un articolo del blasonato Beppe Grillo. Vorrei quindi cercare, se mi è permesso, di fare maggiore chiarezza sul concetto di Open Source, che in molti non hanno capito (e che Beppe Grillo ha DISTORTO in maniera alquanto dannosa).
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Elettronica flessibile? Una realtà ormai plausibile
Circa un anno fa parlavamo dei display flessibili (FOLED). A quanto pare, secondo News Scientist, anche l'elettronica flessibile potrebbe diventare ben presto una realtà consolidata. I ricercatori della University of California e della Stanford University hanno infatti collaborato per sviluppare una nuova tecnica produttiva per i circuiti. Il nuovo metodo permette di far "crescere" arbitrariamente cristalli organici semiconduttori su una superficie già preparata con elettrodi metallici. In questo modo si possono ottenere layout elettronici personalizzati su qualsiasi superficie, a costi accettabili. I dettagli sono disponibili leggendo l'articolo. Questo metodo ha garantito lo sviluppo di transistor tre volte più veloci rispetto alle normali tecniche utilizzate in questi casi, e il funzionamento è stato garantito anche piegando il circuito (che è stato avvolto attorno ad una penna). Nonostante ci siano ancora progressi da compiere (soprattutto riguardo al controllo della topologia risultante), questa notizia apre interessanti prospettive per i produttori di componentistica elettronica. Pensate infatti a quante nuove applicazioni potrebbero essere inventate (o altre già esistenti ottimizzate) se venissero meno i limiti imposti dalla rigidità dei circuiti e delle schede elettroniche. Io le mie idee, ovviamente, me le tengo per me! 
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Tracciare i tempi di caricamento di una pagina web
Vi rigiro una notizia che ho letto su edit. Se avete necessità di tracciare i tempi di caricamento di una pagina web, potete ricorrere a una funzionalità "nascosta" di un plugin per Firefox, Tamper Data. Di per sè, il plugin serve a tracciare le richieste http che si fanno tramite il browser. Tuttavia, se lo attivate e aprite una pagina, potete poi selezionare i dati di interesse e renderli in forma grafica. In questo modo si ottiene un grafico simile a quello nello screenshot, che mostra chiaramente qual'è l'evoluzione temporale del caricamento di ogni oggetto presente nel documento XHTML. Ad esempio, facendo test ripetuti, ho scoperto che il caricamento della libreria prototype impiega quasi 2 secondi! Sarebbe già un buon motivo per cercare una soluzione alternativa! Tra l'altro l'articolo citato riporta i risultati di uno studio (Yahoo) secondo cui il modo migliore per velocizzare il caricamento delle pagine è la diminuzione radicale delle richieste http che la pagina fa per essere visualizzata.
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A new love – Django framework
Avendo deciso di ributtarmi a capofitto nel fantastico mondo del webdesign, mi sono studiato in giro le varie soluzioni per uno sviluppo rapido e coerente delle proprie applicazioni web. Per chi avesse dormito negli ultimi 10 anni, sono finiti infatti i tempi dello sviluppo pseudo-artigianale con il notepad: oggi esistono soluzioni ben più complete che permettono di sfruttare appieno le conoscenze acquisite in questo settore, che implementano con successo molti dei design pattern più utili. Tuttavia questo entusiasmo ha portato a una massiccia proliferazione di framework e content management system variegati, con il risultato che il termine della ricerca lascia nella testa un senso di confusione e indecisione: quale framework scelgo per lo sviluppo della mia applicazione web?
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Web design semplice vs complesso?
Che dire? E'meglio avere un sito web ricco di funzioni e complesso oppure mantenere la semplicità in primo piano? Leggendo questo articolo, sembra che la seconda soluzione sia quella vincente, perlomeno per quanto riguarda i motori di ricerca. Se cliccate sulla foto, vedrete una panoramica molto significativa di come sono evolute nel tempo le homepages di Google e Yahoo!. Si nota chiaramente che la seconda sia via via diventata sempre più complessa ("the portal plague"), mentre la prima sia rimasta praticamente immutata nel tempo. A misurare il rispettivo successo ottenuto dai motori si direbbe quindi che la strategia vincente è proprio quella di Google che, oltretutto, permette all'utente di "aumentare la complessità dell'homepage" ma solo tramite un intervento esplicito dello stesso (home page personalizzata previa registrazione). Insomma, ce n'è di che dibattere. Vi consiglio quindi, se siete interessati, di leggervi questo articolo.
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Prima di buttarmi di testa nel fantastico mondo della programmazione, ho pensato di mettere nero su bianco un insieme informe di pensieri che mi vaga in testa da qualche giorno. Una cosa che ho notato ultimamente è la generale inadeguatezza dei quotidiani di carta stampata rispetto all'informazione online. Perchè parlo di inadeguatezza? I motivi sono più d'uno.

