L’angolo del precog – Kazakistan
Perchè mai parlare di Kazakistan alle 11 del mattino di Martedì 19 Dicembre? Ci sono tanti ottimi motivi: stamattina ad esempio mi sono svegliato con una raucedine da far schifo, e dopo una dormita che ha fatto ancora più schifo, per cui non sono totalmente lucido, cosa di cui si aveva sentore già ieri. Questo spiega il mio fancazzismo, ma non spiega il Kazakistan. In fin dei conti è uno di quei paesi che l'italiano medio generalmente denomina "ndòcazzstann?". Uno di quei paesi che più o meno stanno "laggiù in siberia", dove alle elementari ci hanno insegnato che c'è la Taiga, soprattutto se avete visto Dersu Uzala o avete letto Michele Strogoff. Io ho solo visto il film
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Il dottor Stranamore fa scuola in Asia
E alla fine ce l'hanno fatta. Ora anche la Repubblica Democratica Popolare di Korea ha l'atomica. Uno stato isolato dal mondo, soggiogato a malnutrizione e carestie continue (un esempio). Uno stato che destina il 23% del proprio PIL all'apparato militare, che è in grado di schierare 1.2 milioni di soldati e 6 milioni di riservisti su un totale di circa 23 milioni di abitanti, uno stato che è considerato la quarta potenza militare al mondo. Uno stato che sembra uscito direttamente da 1984 di Orwell, dove la gente vive in un mondo a parte creato dalla feroce repressione del regime.
Diciamocelo: non ci faranno molto con queste bombe. Se va bene, riusciranno a produrne una decina. Un'inezia, rispetto agli arsenali dei "pesi massimi". Se tentassero di usarle con un attacco convenzionale, verrebbero spazzati via dalla cartina geografica in pochi minuti (trovandosi come "vicini" la Russia, la Cina e la Corea del Sud/Giappone che fondamentalmente sono propaggini degli USA). Se una "bomba sporca" o qualcosa di simile esplodesse in una città europea e/o americana si toglierebbe "il morso" alla potenza bellica occidentale rappresentato dall'opinione pubblica, che in quattr'e quattr'otto dimenticherebbe cluster bombs, stragi di civili, fosforo e quant'altro e invocherebbe a gran voce lo sterminio di qualsiasi stato anche lontanamente sospettato di essere uno "stato canaglia".
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